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La notiziona
12/02/2010
CORTE D'APPELLO DI MILANO - DELIBERA DEL DIRETTIVO SULLA SENTENZA GIA' SCRITTA
IL DIRETTIVO
della Camera Penale di Milano, ha ricevuto il 10 c.m. dall’avv. Paolo Cerruti del Foro di Napoli la segnalazione di una grave violazione del diritto di difesa, consistita nell’aver rinvenuto, sulla cattedra della Corte d’Appello sezione I penale, la bozza di sentenza già scritta prima della celebrazione del processo. Dell’episodio è stato altresì dato ampio risalto sugli organi di informazione; lo stesso inoltre è ben riportato nel verbale d’udienza;
OSSERVA CHE
l’aver predisposto una bozza di sentenza, già firmata dal Presidente del collegio anche relatore:
- costituisce, innanzitutto, una grave compressione del diritto del cittadino ad avere un effettivo giudizio collegiale;
- integra una altrettanto grave lesione del principio del contraddittorio, finalizzato ad informare il giudice dei fatti e delle tesi contrapposte avanzate dalle parti prima della decisione;
- svilisce l’alto ruolo dei giudici a “latere” e li sottopone alla volontà del Presidente privandoli del diritto/dovere di compartecipare all’esercizio della giurisdizione;
- vanifica l’effettività della difesa tecnica nel processo.
CONSIDERA CHE
quanto accaduto presso la sezione I della Corte d’Appello di Milano tradisce gravemente lo spirito stesso delle intese raggiunte con il “protocollo d’udienza”, sottoscritto due anni orsono con il Presidente della Corte d’Appello, Dott. Giuseppe Grechi, allorché, proprio per evitare questo tipo di distorsioni ed assicurare la collegialità, si era stabilita la formazione di tre fascicoli destinati a ciascun membro del collegio giudicante contenenti gli atti di appello.
RILEVA CHE
l’episodio, che per devozione alla Giustizia e per rispetto del nostro stesso lavoro si vuole pensare deviante da una prassi virtuosa, è tuttavia un evidente segnale del malcontenuto impulso a superare regole ritenute superflue e defatigatorie.
CONSIDERATO CHE
la Camera Penale di Milano intende contrastare con ogni mezzo culturale la tendenza all’autoreferenzialità che caratterizza la magistratura in questa fase storica, agevolata dall’unicità delle carriere.
CENSURA
quanto accaduto e si riserva di rivedere con i Capi degli Uffici la persistenza dello spirito del “Protocollo” delle udienze d’appello, al fine di garantirne l’effettività.
DISPONE
trasmettersi la presente delibera al Ministro della Giustizia, al Presidente ed al Consiglio Giudiziario della Corte d’Appello di Milano, ai Consigli degli Ordini Avvocati di Milano e di Napoli, nonchè al Presidente dell’Unione delle Camere Penali Italiane ed al Presidente del Consiglio delle Camere Penali.
Milano, 12 febbraio 2010
Il Segretario Il Presidente
Avv. Monica Gambirasio Avv. Vinicio Nardo
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